Marisa Rodano, il Pci e le donne

Togliatti si dovette battere molto perché si aprisse alle donne. Lui era molto critico nei confronti del partito. Diceva che era inammissibile che le donne venissero trattate male o che non venissero ammesse alle cariche dirigenti o che si facessero le riunioni in orari incompatibili con quelli delle donne che avevano problemi familiari. – Marisa Cinciari Rodano –

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Occhetto: non siamo stati tutti comunisti nello stesso modo

In campo internazionale c’erano comunisti libertari e progressisti e comunisti che usavano metodi liberticidi. C’erano intellettuali comunisti aperti alla modernità e dogmatici fustigatori di ogni coscienza critica. Sicuramente Gramsci era comunista in modo diverso da Stalin e Berlinguer da Brežnev. Si arrivava per vie diverse al comunismo, attraverso anche contaminazioni diverse e la mia esperienza personale è un’esperienza della diversità delle contaminazioni.

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Bassolino: io sono nato nel Pci

Sono nato nel Pci non perché sono nato in una famiglia di comunisti italiani, anzi mio padre era un lavoratore che votava per il Partito liberale. Però sono nato in una casa di un palazzo dove c’era la sezione Gramsci del Partito comunista italiano, in un grande comune attorno a Napoli: il comune di Afragola.

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Luciana Castellina, il mio Pci

Quando Jean-Paul Sartre arrivò in Italia negli anni Cinquanta, curioso di questi comunisti italiani così diversi da quelli che aveva conosciuto in Francia, dopo qualche tempo diede una meravigliosa definizione di questi Pci. “Adesso ho capito”, disse, “il Pci è l’Italia”. Luciana Castellina

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